mercoledì 17 aprile 2013

Soccorso: il centrodestra ripensa al terrapieno


Credo sia l’ora di sistemare questo tratto di strada, che è una vergogna per la città e un momento di esasperazione per i cittadini che la devono percorrere. Se le disponibilità permettono solo la soluzione del terrapieno che lo si faccia, quello che mi sgomenta è il fatto che se ne occupi l’Ingegner Frasconi, dove era lui quando il la Sinistra ha compiuto questo scempio al soccorso, sperperando i soldi dei cittadini pratesi? Ricordo che l’Ing. Frasconi occupa la funzione di dirigente dei lavori pubblici da almeno 30 anni, scelto dalla vecchia nomenclatura di sinistra e braccio destro di Martini, Mattei e Romagnoli per la stesura dei progetti sulle grandi opere che ha compiuto la città negli ultimi decenni.


Sebastiano Campo 


Soccorso: il centrodestra ripensa al terrapieno

Ponte più lontano. E l'acqua "boccia" il tunnel

 Per il sovrappasso non ci sono soldi e la falda più alta sconsiglia gli scavi
di Leonardo Biagiotti
Prato, 16 aprile 2013 - Tra il tunnel e il sovrappasso alla fine rischia di vincere la massicciata. E forse con una corsia sola.
Quando la Lega presentò la propria idea per risolvere il problema delle file al Soccorso pochi credevano che avrebbe avuto un futuro e invece nell’ultima riunione di maggioranza si è tornati a parlare con insistenza di dare subito una risposta agli automobilisti imbottigliati quotidianamente nel traffico realizzando il progetto più semplice dal punto di vista strutturale e meno costoso sotto il profilo economico.
Inoltre le carte ci sono già, visto che il terrapieno è da sempre la soluzione proposta dal dirigente dei lavori pubblici Lorenzo Frasconi.
Ancora non c’è nulla di deciso, ma in questi mesi sono maturate alcune condizioni che ad oggi rendono la soluzione del terrapieno ben più «attraente» di qualche tempo fa.
Innanzitutto l’assenza di un nuovo governo e la prospettiva di nuove elezioni rendono molto difficile immaginare che Prato possa ricevere i 16 milioni promessi dal vecchio esecutivo per realizzare il ponte al Soccorso. Senza quei soldi dovranno essere il Comune e la Regione a pagare l’intervento, ma il costo sembra incompatibile con le attuali possibilità delle casse pubbliche.
Pare che il Comune abbia circa 15 milioni di euro per gli investimenti, ma le condizioni disastrate di molte strade impongono lavori urgenti. Un punto, questo, sul quale la maggioranza è tutta d’accordo. I soldi per il Soccorso comunque ci sarebbero, ma per un’opera da 10 milioni da finanziare con il contributo della Regione: l’identikit perfetto del terrapieno.
C’è poi l’aspetto politico. In questi giorni la maggioranza è divisa sul progetto del nuovo stadio a Chiesanuova e c’è chi vedrebbe bene, anche fra gli Indipendenti. la rinuncia all’impianto per utilizzare i 4 milioni previsti al Soccorso, così da risolvere un problema molto più sentito dai cittadini.
Con quella cifra, più un contributo della Regione e gli oneri di Esselunga, come minimo si potrebbe realizzare l’intervento immaginato dalla Lega, ovvero costruire un’altra corsia con terrapieno in direzione Pistoia in attesa, semmai, di fare l’altra sul lato opposto in un secondo tempo.
E’ vero che il Pdl è d’accordo col sindaco sulla costruzione del nuovo stadio, ma questo non significa che non voglia anche risolvere il problema del Soccorso e dunque sul progetto del terrapieno, alla fine, potrebbero convergere gli interessi dei vari gruppi della maggioranza con l’obiettivo di realizzare una grande opera condivisa entro la fine della legislatura. Per il centrodestra sarebbe anche il modo per apparire finalmente più compatto risolvendo un problema concreto, anche se di sicuro, considerando l’impatto dei lavori, le proteste di cittadini e comitati del Soccorso non mancheranno.
Infine c’è l’aspetto tecnico. Per tutti la soluzione migliore è sempre stata il sottopasso, ma la falda acquifera dopo le ultime piogge è ulteriormente risalita. In Comune sostengono che servirebbe una diga di quasi un chilometro per arginarla e anche il sindaco pare convinto che «la soluzione creerebbe troppi problemi tanto da apparire assurda».
Dunque si torna all’inizio: il terrapieno ora sembra in pole position.
di Leonardo Biagiotti
LA NAZIONE

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