Questa mattina alle ore 11,30 si è tenuta la conferenza
stampa di presentazione delle liste elettorali de LA DESTRA, presso la sala
consiliare della Circoscrizione Prato-centro in via dell’Accademia,42.
Erano presenti i candidati pratesi alla camera dei deputati,
Sebastiano Campo, Stefania Biondi, Leonardo Guarducci, al Senato della
Repubblica, Mauro Scarpitta, Francesco Becherini; inoltre hanno presenziato il
Prof. Adriano Tilgher in qualità di
Segretario regionale del Partito e primo candidato Toscano nella lista della
Camera dei deputati, il Dott. Daniele Rivieri in qualità di capolista al Senato
della Repubblica, l’On. Roberto Ulivi in qualità di responsabile
dell’organizzazione del comitato regionale de LA DESTRA Toscana.
Apre il Segretario provinciale Sebastiano Campo che espone
quanto segue:
“ La Destra si propone in coalizione con il PDL con le
proprie peculiarità sociali, in un contesto di grave crisi economica dove molte
famiglie, a causa della perdita del posto di lavoro, non sono più in grado di
ottemperare al pagamento del mutuo sull’acquisto del proprio immobile, a
garantire un futuro dignitoso ai propri figli, a pagare l’assicurazione delle
proprie automobili ( creando pericolo sociale nella circolazione stradale , al
momento che il fondo vittime della strada funziona molto a rilento); dove molti
imprenditori a causa di questo mercato senza regole, a causa di Banche che non
erogano più denaro, a causa di una Stato moroso nei pagamenti dei servizi e
delle opere appaltate, non riesce più a
fare impresa ; ci proponiamo come sentinelle all’interno di una coalizione
fondamentalmente liberale a sostegno di chi soffre. Per cui chiediamo ai cittadini
un VOTO UTILE per una Nazione solidale,
equa, sicura e garante di un futuro dignitoso per le nostre nuove generazioni”.
Poi interviene Il
capolista della Destra al Senato, Daniele Rivieri, che ha delineato i seguenti
tratti del programma elettorale della Destra in Toscana :
“
Insieme alla necessità di creare posti di lavoro, il problema numero uno dei
toscani è la sicurezza. Per questo proporremo una serie di novità, fra le quali
la possibilità per le persone di difendersi liberamente fra le proprie mura in
caso di aggressione e rapina, l’incremento delle forze dell’ordine, obbligo di
braccialetto gps per i condannati e maggiori controlli.
Altro punto qualificante è prima deve toccare agli italiani. Graduatorie
pubbliche, servizi sanitari, contributi vari : essere italiani deve costituire
un elemento discriminante in positivo, non in negativo come ora. Non deve più
accadere, come è successo al sottoscritto, che chi si sente male debba vedersi
passare avanti extracomunitari che stanno meglio di lui, ma che vengono fatti
procedere perché i medici o gli infermieri hanno paura di essere tacciati di
razzismo.
La Destra vuole rappresentare il
territorio, questo faremo una volta che i cittadini ce ne daranno
l’opportunità”.
Segue l’intervento del
consigliere comunale di Carmignano Mauro Scarpitta, che pone il grave problema
della connivenza fra Banche e Politica, facendo riferimento al caso Monte dei
Paschi di Siena, salvato dai soldi pubblici, dove nel cda della propria
Fondazione su 18 membri, 16 sono di area PD.
Chiude il Prof. Adriano Tilgher
che dichiara quanto segue:
“Squallido ed indecente spettacolo quello che ha
prodotto il governo già in essere.
Ancora più squallido ed ancor più indecente se
consideriamo le assurde condizioni di vita in cui hanno ridotto il popolo
italiano, non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche da quello
etico e culturale. La situazione si sta
incancrenendo ed anche i nostri concittadini, ammansiti e addormentati dalle
chiacchiere televisive, non capiscono che è il momento di cambiare in modo radicale,
di scendere in piazza e di reclamare a viva voce “le chiavi di Casa”. Quel
segno distintivo che da ragazzi volevamo conquistare per sentirci finalmente
adulti. Invece aspettiamo; il massimo del coraggio è dare un voto di protesta o
non andare a votare, lasciando campo libero a quella genia di ignavi e di
impotenti che ci hanno ridotto in questo stato e continuano a proporsi come
classe dirigente della nazione.
A volte mi viene il sospetto che questi pusillanimi
siano proprio il meglio che questa nazione sappia esprimere; poi, però, mi
ricordo di quali grandi esempi di coraggio, dedizione e capacità il nostro
popolo sia stato capace in passato e mi viene voglia di risvegliare quelle
capacità nascoste, quelle passioni sopite, quella volontà di lotta imbrigliata.
Bisogna chiamare a raccolta tutte le forze vive della Nazione, in Italia ed
all’estero, impegnarle in un concreto progetto per l’Italia e per l’Europa
partendo dalla consapevolezza che, se sacrifici si devono fare, è necessario
farli per il bene comune. Un bene comune in cui tutti devono tornare a credere
liberandoci di tutti coloro, e sono tanti, che, per stupidità e vocazione al
crimine, hanno lavorato solo per il bene personale, dimenticando che nel bene
di tutti, c’è anche il proprio e soprattutto quello delle generazioni future.
Uscire dalla crisi si può, basta volerlo: dapprima uscendo dalla crisi di
identità e di valori, poi anche da quella economica. Infatti solo chi crede in valori superiori
può capire quanto è effimero un potere basato sui valori monetari e può,
quindi, liberarsi dal giogo. Servono
proposte chiare e coraggiose da portare avanti con consapevolezza e forza:
dapprima, se sacrifici dobbiamo fare, vanno fatti in una direzione precisa,
cioè rispondendo ad una scelta strategica opposta a quella di Monti.
Quest’ultimo vuole impoverirci per portarci a svendere pezzi importanti del
patrimonio nazionale, noi dobbiamo invece difendere le nostre eccellenze. Per
questo il nostro popolo deve impegnarsi a concedere un grosso prestito alla
Nazione che ci permetta di riacquistare il debito pubblico attualmente in mani
straniere. Ridiscutere i tassi di
interesse dello stesso sulla base dei ritorni in servizi, lavoro e vantaggi per
la comunità. Tornare a battere con un
ente di stato una moneta nazionale, di pari valore dell’euro, da usare sul
mercato interno, mantenendo l’euro per il mercato estero, con la condizione di
costruire in tempi brevi l’Europa politica e che l’euro diventi moneta di stato
con la conseguente soppressione o nazionalizzazione della BCE. Recuperare efficienza nel pubblico impiego
mediante la razionalizzazione delle funzioni, l’eliminazione dei ruoli
superflui, con una mobilità di servizio tra le varie amministrazioni e la messa
in prova dei dirigenti vincolando la retribuzione alla produttività e
introducendo nuovamente il merito come unico elemento di valutazione per la
carriera, a parità di titoli. Chiaro
che tutte queste cose sono realizzabili con un governo forte ed autorevole la
cui autorità deve promanare dal consenso popolare; un consenso che si può
acquistare recuperando la fiducia attraverso il coinvolgimento autentico delle
fasce più concrete della popolazione.
Come si vede le soluzioni praticabili non sono difficili; complicato è
capire che il contesto entro cui queste riforme vanno attuate è completamente
nuovo e sotto certi aspetti rivoluzionario. Infatti si tratta di spostare il
perno intorno al quale far ruotare la vita politica e sociale dall’economia,
come avviene oggi, all’uomo. Ovviamente un Uomo nuovo attento alla crescita
spirituale sua e della comunità di cui fa parte e che considera l’economia solo
un mezzo, di cui, tra l’altro, si potrebbe anche fare a meno, per agevolare il
cammino di questa crescita.
Insomma si tratta di una vera e propria rivoluzione
culturale.






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