martedì 29 gennaio 2013

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLE LISTE DEL 28 GENNAIO 2013



Questa mattina alle ore 11,30 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione delle liste elettorali de LA DESTRA, presso la sala consiliare della Circoscrizione Prato-centro in via dell’Accademia,42.

Erano presenti i candidati pratesi alla camera dei deputati, Sebastiano Campo, Stefania Biondi, Leonardo Guarducci, al Senato della Repubblica, Mauro Scarpitta, Francesco Becherini; inoltre hanno presenziato il Prof. Adriano Tilgher in qualità  di Segretario regionale del Partito e primo candidato Toscano nella lista della Camera dei deputati, il Dott. Daniele Rivieri in qualità di capolista al Senato della Repubblica, l’On. Roberto Ulivi in qualità di responsabile dell’organizzazione del comitato regionale de LA DESTRA Toscana.

 

Apre il Segretario provinciale Sebastiano Campo che espone quanto segue:

“ La Destra si propone in coalizione con il PDL con le proprie peculiarità sociali, in un contesto di grave crisi economica dove molte famiglie, a causa della perdita del posto di lavoro, non sono più in grado di ottemperare al pagamento del mutuo sull’acquisto del proprio immobile, a garantire un futuro dignitoso ai propri figli, a pagare l’assicurazione delle proprie automobili ( creando pericolo sociale nella circolazione stradale , al momento che il fondo vittime della strada funziona molto a rilento); dove molti imprenditori a causa di questo mercato senza regole, a causa di Banche che non erogano più denaro, a causa di una Stato moroso nei pagamenti dei servizi e delle opere appaltate,  non riesce più a fare impresa ; ci proponiamo come sentinelle all’interno di una coalizione fondamentalmente liberale a sostegno di chi soffre. Per cui chiediamo ai cittadini un VOTO UTILE per una Nazione solidale, equa, sicura e garante di un futuro dignitoso per le nostre nuove generazioni”.

 

 Poi interviene Il capolista della Destra al Senato, Daniele Rivieri, che ha delineato i seguenti tratti del programma elettorale della Destra in Toscana :

 

“ Insieme alla necessità di creare posti di lavoro, il problema numero uno dei toscani è la sicurezza. Per questo proporremo una serie di novità, fra le quali la possibilità per le persone di difendersi liberamente fra le proprie mura in caso di aggressione e rapina, l’incremento delle forze dell’ordine, obbligo di braccialetto gps per i condannati e maggiori controlli.

 

Altro punto qualificante è  prima deve toccare agli italiani. Graduatorie pubbliche, servizi sanitari, contributi vari : essere italiani deve costituire un elemento discriminante in positivo, non in negativo come ora. Non deve più accadere, come è successo al sottoscritto, che chi si sente male debba vedersi passare avanti extracomunitari che stanno meglio di lui, ma che vengono fatti procedere perché i medici o gli infermieri hanno paura di essere tacciati di razzismo.

 

La Destra vuole rappresentare il territorio, questo faremo una volta che i cittadini ce ne daranno l’opportunità”.

 

Segue l’intervento del consigliere comunale di Carmignano Mauro Scarpitta, che pone il grave problema della connivenza fra Banche e Politica, facendo riferimento al caso Monte dei Paschi di Siena, salvato dai soldi pubblici, dove nel cda della propria Fondazione su 18 membri, 16 sono di area PD.

 

Chiude il Prof. Adriano Tilgher che dichiara quanto segue:

 

“Squallido ed indecente spettacolo quello che ha prodotto il governo già in essere.

Ancora più squallido ed ancor più indecente se consideriamo le assurde condizioni di vita in cui hanno ridotto il popolo italiano, non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche da quello etico e culturale.  La situazione si sta incancrenendo ed anche i nostri concittadini, ammansiti e addormentati dalle chiacchiere televisive, non capiscono che è il momento di cambiare in modo radicale, di scendere in piazza e di reclamare a viva voce “le chiavi di Casa”. Quel segno distintivo che da ragazzi volevamo conquistare per sentirci finalmente adulti. Invece aspettiamo; il massimo del coraggio è dare un voto di protesta o non andare a votare, lasciando campo libero a quella genia di ignavi e di impotenti che ci hanno ridotto in questo stato e continuano a proporsi come classe dirigente della nazione.

A volte mi viene il sospetto che questi pusillanimi siano proprio il meglio che questa nazione sappia esprimere; poi, però, mi ricordo di quali grandi esempi di coraggio, dedizione e capacità il nostro popolo sia stato capace in passato e mi viene voglia di risvegliare quelle capacità nascoste, quelle passioni sopite, quella volontà di lotta imbrigliata. Bisogna chiamare a raccolta tutte le forze vive della Nazione, in Italia ed all’estero, impegnarle in un concreto progetto per l’Italia e per l’Europa partendo dalla consapevolezza che, se sacrifici si devono fare, è necessario farli per il bene comune. Un bene comune in cui tutti devono tornare a credere liberandoci di tutti coloro, e sono tanti, che, per stupidità e vocazione al crimine, hanno lavorato solo per il bene personale, dimenticando che nel bene di tutti, c’è anche il proprio e soprattutto quello delle generazioni future. Uscire dalla crisi si può, basta volerlo: dapprima uscendo dalla crisi di identità e di valori, poi anche da quella economica.  Infatti solo chi crede in valori superiori può capire quanto è effimero un potere basato sui valori monetari e può, quindi, liberarsi dal giogo.  Servono proposte chiare e coraggiose da portare avanti con consapevolezza e forza: dapprima, se sacrifici dobbiamo fare, vanno fatti in una direzione precisa, cioè rispondendo ad una scelta strategica opposta a quella di Monti. Quest’ultimo vuole impoverirci per portarci a svendere pezzi importanti del patrimonio nazionale, noi dobbiamo invece difendere le nostre eccellenze. Per questo il nostro popolo deve impegnarsi a concedere un grosso prestito alla Nazione che ci permetta di riacquistare il debito pubblico attualmente in mani straniere.  Ridiscutere i tassi di interesse dello stesso sulla base dei ritorni in servizi, lavoro e vantaggi per la comunità.   Tornare a battere con un ente di stato una moneta nazionale, di pari valore dell’euro, da usare sul mercato interno, mantenendo l’euro per il mercato estero, con la condizione di costruire in tempi brevi l’Europa politica e che l’euro diventi moneta di stato con la conseguente soppressione o nazionalizzazione della BCE.   Recuperare efficienza nel pubblico impiego mediante la razionalizzazione delle funzioni, l’eliminazione dei ruoli superflui, con una mobilità di servizio tra le varie amministrazioni e la messa in prova dei dirigenti vincolando la retribuzione alla produttività e introducendo nuovamente il merito come unico elemento di valutazione per la carriera, a parità di titoli.   Chiaro che tutte queste cose sono realizzabili con un governo forte ed autorevole la cui autorità deve promanare dal consenso popolare; un consenso che si può acquistare recuperando la fiducia attraverso il coinvolgimento autentico delle fasce più concrete della popolazione.     Come si vede le soluzioni praticabili non sono difficili; complicato è capire che il contesto entro cui queste riforme vanno attuate è completamente nuovo e sotto certi aspetti rivoluzionario. Infatti si tratta di spostare il perno intorno al quale far ruotare la vita politica e sociale dall’economia, come avviene oggi, all’uomo. Ovviamente un Uomo nuovo attento alla crescita spirituale sua e della comunità di cui fa parte e che considera l’economia solo un mezzo, di cui, tra l’altro, si potrebbe anche fare a meno, per agevolare il cammino di questa crescita.

Insomma si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale.

 







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