Finalmente
si va a votare!
E’
dal 2010 che dovevamo farlo ed ogni mese sembrava quello giusto, ma da ancora
più tempo discutevano di legge elettorale da cambiare.
Sono
stati due anni tremendi durante i quali sono state perpetrate le peggiori
truffe ai danni del popolo italiano: dal “balletto” sulla legge elettorale,
agli scandali che hanno travolto tutti i partiti rappresentati in parlamento,
dall’allucinante riforma del lavoro alla prepotenza di alcuni imprenditori
internazionali, dall’esplosione della disoccupazione giovanile alla grave
questione degli esodati, dalla crescita esponenziale delle tasse alla drastica
riduzione della produzione e dei consumi, dall’incapacità di ottenere una
qualsiasi considerazione internazionale, come nel caso dei marò arrestati ed
ancora detenuti in India, alla servile acquiescenza ai voleri della finanza
internazionale, insomma, dal Governo Monti del massacro sociale agli atti
sconsiderati di alcuni ministri.
L’elenco
potrebbe durare ancora a lungo perché tanti sono i fatti ed i misfatti che ci
sono stati propinati con la complicità di alcuni “terroristi” di professione
che ci hanno convinti che eravamo “sull’orlo di un baratro” e con questa scusa
ci hanno ridotto nelle difficili condizioni di vita in cui oggi realmente
versiamo.
Finalmente
si vota,e lo facciamo con quella stessa legge per cambiare la quale ci hanno
raccontato che non potevamo andare a votare prima. Non importa, è sufficiente
che si possa esprimere un voto libero.
Che
illusione!
Sono
subito arrivati i suggerimenti dei politici europei, le suggestioni dei poteri
forti, le devastanti indicazioni della borsa e dello spread, a dimostrazione di
quanto questi indici siano pilotati dai soliti noti. Addirittura presidenti del
consiglio ed autorità economiche internazionali ci dicono che dobbiamo
confermare Monti, il commissario liquidatore dell’Italia, usando bastone e
carota, minacce e speranze.
Ci
vuole uno scatto di dignità: capire che Monti va immediatamente allontanato con
tutti i suoi complici di governo e non, avere il coraggio delle proprie idee e
delle proprie azioni.
Abbiamo
assistito, in questi ultimi mesi, alle drammatiche giravolte di uomini, o
meglio, per dirla con Sciascia, “ominicchi” che dalla destra sociale sono
approdati alla sponda del massacro sociale di Monti pur di tentare di difendere
indifendibili poltrone, altri che, per inseguire improponibili sogni di potere,
hanno svenduto la loro matrice cristiana alla finanza laica, spacciando questo
loro rigurgito dissacratorio come sacrificio per il bene della gente.
Noi
invece siamo ancora qui a tenere duro contro tutti questi traditori e
malfattori, perpetuatori dell’8 settembre del 1943, con le nostre idee, le
nostre proposte per uscire dalla crisi, il nostro orgoglio di sentirci
Italiani, la nostra volontà di opporci al degrado morale e sociale cui
l’ignavia di una classe “sedicente” politica e la voracità del sistema
finanziario in crisi stanno costringendo il nostro popolo.
Andiamo
compatti a votare per l’Italia, per la difesa del nostro patrimonio nazionale,
per ritornare protagonisti di storia e di cultura, per ridare dignità alle
nostre istituzioni, per allontanare Monti e tutti coloro che si nascondono
dietro la sua facciata perbenista per compiere i più tremendi misfatti contro
il nostro popolo.
Qua
non si tratta di essere europeisti o anti europeisti, come ci vogliono far
credere perché l’Europa non esiste: chi è il Presidente della Repubblica
europeo? Chi è il ministro degli esteri? E quello della difesa, del tesoro,
delle finanze, dell’educazione? Non ci sono perché l’Europa non c’è, esiste
solo una banca privata, la BCE, che porta il nome dell’Europa nel suo logo ma
che non ha nulla a che fare con i popoli europei e che vuole sottometterli con
il ricatto monetario.
Né
dobbiamo preoccuparci se i media foraggiati da questa finanza scrivono in modo
dispregiativo del populismo. Essere con il popolo, per il popolo e nel popolo
non può essere considerato negativo soprattutto perché il popolo che acquista
consapevolezza può diventare trainante come la storia ci ha insegnato.
Ecco
il nostro impegno: ora andiamo tutti a votare per cacciarli, dopo
rimbocchiamoci le maniche e costruiamo un’Italia diversa che punti ad un
autentico stato sociale e ad una vera Europa politica.
Adriano
Tilgher

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