martedì 18 dicembre 2012

UNO SCATTO DI DIGNITA’




Finalmente si va a votare!

E’ dal 2010 che dovevamo farlo ed ogni mese sembrava quello giusto, ma da ancora più tempo discutevano di legge elettorale da cambiare.

Sono stati due anni tremendi durante i quali sono state perpetrate le peggiori truffe ai danni del popolo italiano: dal “balletto” sulla legge elettorale, agli scandali che hanno travolto tutti i partiti rappresentati in parlamento, dall’allucinante riforma del lavoro alla prepotenza di alcuni imprenditori internazionali, dall’esplosione della disoccupazione giovanile alla grave questione degli esodati, dalla crescita esponenziale delle tasse alla drastica riduzione della produzione e dei consumi, dall’incapacità di ottenere una qualsiasi considerazione internazionale, come nel caso dei marò arrestati ed ancora detenuti in India, alla servile acquiescenza ai voleri della finanza internazionale, insomma, dal Governo Monti del massacro sociale agli atti sconsiderati di alcuni ministri.

L’elenco potrebbe durare ancora a lungo perché tanti sono i fatti ed i misfatti che ci sono stati propinati con la complicità di alcuni “terroristi” di professione che ci hanno convinti che eravamo “sull’orlo di un baratro” e con questa scusa ci hanno ridotto nelle difficili condizioni di vita in cui oggi realmente versiamo.

Finalmente si vota,e lo facciamo con quella stessa legge per cambiare la quale ci hanno raccontato che non potevamo andare a votare prima. Non importa, è sufficiente che si possa esprimere un voto libero.

Che illusione!

Sono subito arrivati i suggerimenti dei politici europei, le suggestioni dei poteri forti, le devastanti indicazioni della borsa e dello spread, a dimostrazione di quanto questi indici siano pilotati dai soliti noti. Addirittura presidenti del consiglio ed autorità economiche internazionali ci dicono che dobbiamo confermare Monti, il commissario liquidatore dell’Italia, usando bastone e carota, minacce e speranze.

Ci vuole uno scatto di dignità: capire che Monti va immediatamente allontanato con tutti i suoi complici di governo e non, avere il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni.

Abbiamo assistito, in questi ultimi mesi, alle drammatiche giravolte di uomini, o meglio, per dirla con Sciascia, “ominicchi” che dalla destra sociale sono approdati alla sponda del massacro sociale di Monti pur di tentare di difendere indifendibili poltrone, altri che, per inseguire improponibili sogni di potere, hanno svenduto la loro matrice cristiana alla finanza laica, spacciando questo loro rigurgito dissacratorio come sacrificio per il bene della gente.

Noi invece siamo ancora qui a tenere duro contro tutti questi traditori e malfattori, perpetuatori dell’8 settembre del 1943, con le nostre idee, le nostre proposte per uscire dalla crisi, il nostro orgoglio di sentirci Italiani, la nostra volontà di opporci al degrado morale e sociale cui l’ignavia di una classe “sedicente” politica e la voracità del sistema finanziario in crisi stanno costringendo il nostro popolo.

Andiamo compatti a votare per l’Italia, per la difesa del nostro patrimonio nazionale, per ritornare protagonisti di storia e di cultura, per ridare dignità alle nostre istituzioni, per allontanare Monti e tutti coloro che si nascondono dietro la sua facciata perbenista per compiere i più tremendi misfatti contro il nostro popolo.

Qua non si tratta di essere europeisti o anti europeisti, come ci vogliono far credere perché l’Europa non esiste: chi è il Presidente della Repubblica europeo? Chi è il ministro degli esteri? E quello della difesa, del tesoro, delle finanze, dell’educazione? Non ci sono perché l’Europa non c’è, esiste solo una banca privata, la BCE, che porta il nome dell’Europa nel suo logo ma che non ha nulla a che fare con i popoli europei e che vuole sottometterli con il ricatto monetario.

Né dobbiamo preoccuparci se i media foraggiati da questa finanza scrivono in modo dispregiativo del populismo. Essere con il popolo, per il popolo e nel popolo non può essere considerato negativo soprattutto perché il popolo che acquista consapevolezza può diventare trainante come la storia ci ha insegnato.

Ecco il nostro impegno: ora andiamo tutti a votare per cacciarli, dopo rimbocchiamoci le maniche e costruiamo un’Italia diversa che punti ad un autentico stato sociale e ad una vera Europa politica.

Adriano Tilgher

 

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