lunedì 22 ottobre 2012

POLITICA O ANTIPOLITICA



In questi ultimi periodi abbiamo assistito ad una campagna mediatica volta a distruggere i movimenti politici ed i suoi attori, un gioco su cui vorrei fare alcune considerazioni; in molti anni di impegno politico ho conosciuto vari personaggi che sono cresciuti con una scuola politica (nel mio caso di Destra) che hanno avuto un insegnamento di rispetto dei valori istituzionali e del rispetto dell’individuo molto importanti, atti alla salvaguardia del bene comune.


Personaggi che hanno tolto tempo alla propria famiglia e al lavoro per portare avanti le proprie ideologie ed i propri valori a vantaggio del nostro tessuto sociale, persone che hanno speso di tasca propria per perseguire quelle battaglie sociali in cui credevano; dopo l’avvento di Tangentopoli dal 1992 in poi, dietro una forte azione mediatica, sono approdati personaggi nuovi in ambito politico, personaggi cosiddetti della società civile , senza alcun pregresso di impegno sociale che si sono inseriti indistintamente sia nei movimenti di centrodestra che di centrosinistra. Abbiamo purtroppo constatato in questi anni un grande svilimento dei valori morali e ideologici e molte di queste nuove figure ,salvo alcuni casi (Fiorito docet), sono finite invischiate in questioni poco gradevoli e dannose dell’immagine di chi si impegna in politica in maniera onesta e priva di interesse di lucro. Questi nuovi personaggi hanno inteso la politica come un mestiere e come strumento di potere con cui fare denaro; per questo sono molto perplesso nel vedere oggi come allora una forte pressione mediatica nel chiedere l’azzeramento di una classe dirigente a favore di nuovi soggetti provenienti dalla cosiddetta società civile; io credo che si debba distinguere fra persone perbene e persone di malaffare e non credo che la società civile sia migliore di quella politica, dietro a un corrotto c’è sempre un corruttore.

I media, che conoscono bene tutti i soggetti che operano e si impegnano in politica sul proprio territorio,dovrebbero dare più spazio alle persone perbene, qualsiasi sia il loro indirizzo politico, e togliere spazio mediatico alle persone di malaffare che in molti casi sono anche i potenti e ricchi che guidano i movimenti locali e che magari spendono molto denaro per farsi eleggere negli enti locali, soldi che non potrebbero mai riprendere se vivessero dei soli gettoni di presenza o dell’indennizzo economico.

Detto francamente nella prima repubblica i politici prendeva denaro (anche questo deprecabile) per sostenere i partiti di cui facevano parte mentre oggi abbiamo qualche migliaio di operatori politici che sono delle vere e proprie aziende individuali atte a distogliere denaro pubblico destinato al bene comune per il loro arricchimento personale.



Sebastiano Campo

Segretario Provinciale di Prato

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