Oggi le cronache parlano del problema degli affitti calmierati ( come riportato sotto,ripreso da un articolo del Tirreno di oggi), pochi giorni orsono avevo denunciato la presa in giro di tale proposta anche da parte del comune di Prato, dove ho evidenziato che sulla base delle metrature proposte dall'Ente dell'Edilizia Popolare Pubblica, il mercato privato (in questo stato di recessione) è più basso. L'EPP è sicuramente un Ente che elargisce un bello stipendio al presidente e dei bei gettoni di presenza ai componenti del consiglio di amministrazione ma che non ha niente di Popolare e Pubblico.
Sebastiano Campo
Segretario Provinciale di Prato
Affitti calmierati troppi esosi La protesta delle famiglie di Fornacelle
Uno degli inquilini: «Mentre in giro i prezzi calano da noi aumentano»
MONTEMURLO. Prima le infiltrazioni d'acqua, gli ascensori che non partono e altri disagi. Adesso il conto degli affitti che sale anche fino a 900 euro. Così le 24 famiglie che abitano le case ad affitto calmierato di Fornacelle hanno detto “basta” e ieri sono scesi in strada per protestare. Affitti calmierati? «Che affitti calmierati sono questi? Noi non ce la facciamo più – esordisce Calogero Messina, uno degli abitanti del complesso realizzato da Epp – Abbiamo fatto richiesta di questi appartamenti con la speranza di avere affitti meno pesanti, ma non è così. E mentre in giro gli affitti calano, i nostri aumentano».
Ci sono tutti nella saletta condominiale di via Lamarmora. E sono tutti infuriati per una situazione che anche volendo non potrebbero tollerare. «Siamo famiglie monoreddito, anziani con la pensione minima, cassintegrati – dicono – Continuano a presentarci conti sempre più alti, che noi non potremo pagare. Vogliamo un adeguamento in base al mercato attuale degli affitti».
Presentate nel maggio 2011 come le case che “abbattono le bollette”, gli appartamenti di via Lamarmora prevedevano affitti decurtati del 30 per cento rispetto a quelli normali: 400 euro circa per una cinquantina di metri quadrati, poco più di 500 per 60 metri quadrati per salire fino a 700 per i più grandi. «Prima abbiamo scoperto che a queste cifre bisognava aggiungerci il 10 per cento d'Iva – racconta Messina - Poi c'è stato aggiunto un altro 12 per cento. Insomma, alla fine la decurtazione non supera l'8 per cento».
Alessandro Pattume

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