“Caccia alla carrozzina” questo è il vero motto per i familiari di un invalido con difficoltà di deambulazione, che devono accompagnare il proprio parente ad una visita specialistica, all’interno del presidio ospedaliero Misericordia e dolce di Prato.
Avventura vissuta, aimè di persona per ben 2 volte (su 2), dovendo accompagnare mio padre ad una visita specialistica, mi sono trovato a dover effettuare una vera e propria caccia ad un introvabile carrozzina, prima tappa: parcheggio risciò all’entrata posteriore NEGATIVO, seconda tappa: pronto soccorso, tutti occupati “credo” poiché nessuno ne sapeva niente, peggio che mai all’accettazione del poliambulatorio e alla portineria alle quali hanno risposto scocciati e innervositi, vista la mia alterazione, che loro non sono tenuti a cercarmene uno e che non potevano farci niente, però se volevo potevo fare reclamo!
Concludere che questo disagio è pressoché vergognoso mi pare scontato, in tutto l’ospedale esistono due portantini che sono solo per i ricoverati, esiste un numero imprecisato di sedie a rotelle (risciò) delle quali non se ne può evidentemente usufruire, conclusione, siamo costretti o ad attivare una visita domiciliare, o un accesso a mezzo autombulanza. Entrambe le soluzioni costeranno al SSN ben più di qualche carrozzina.
I problemi d’organizzazione e coordinamento, aumentano in maniera decisiva i costi sanitari che sono attualmente nel mirino del governo.
Massimiliano Gori
Coordinatore per la Destra dei comuni della Vallata
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